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Mutui casa, le incertezze del Covid-19 sgonfiano le nuove richieste

Mutui casa

Dopo i dati più confortanti riscontrati durante i mesi precedenti, sembra che l’acuirsi delle preoccupazioni sul Covid-19 e sulla gestione delle nuove ondate dell’epidemia da coronavirus abbiano indotto una nuova fase di prudenza negli italiani. Tant’è che – secondo le ultime statistiche elaborate dalla Bussola Crif – mentre nel primo semestre dell’anno (nonostante il lockdown primaverile), il valore delle nuove erogazioni era cresciuto del 10% sul 2019, con 2,2 miliardi di euro in più, ora lo scenario sembra essere parzialmente mutato.

Stando all’analisi dei dati delle prime tre settimane di ottobre, la dinamica positiva che aveva riguardato anche il mese di settembre (con un soddisfacente + 13,3%) sembra essersi dunque arrestata, con una contrazione prossima all’8%. Ma per quale motivo?

Un anno difficile, ma con il segno positivo

La prima parte dell’anno, pur caratterizzata dalla prima ondata di Covid-19, era stata affrontata con discreta tenuta da parte delle banche, che da una parte erano state in grado di portare in erogazione le istruttorie che erano state lavorate prima dell’avvio del lockdown, e dall’altra parte erano state in grado di suscitare nuove attenzioni da parte di coloro che un mutuo… lo avevano già. Ci riferiamo in particolar modo al nuovo boom delle surroghe, con tanti italiani che hanno scelto di sostituire il proprio finanziamento immobiliare con un altro mutuo più conveniente sul fronte tassi, giunti ai minimi storici.

Insomma, la presenza di tassi di interesse compressi verso il basso ha indotto molte famiglie a sottoscrivere mutui per surroga a tasso prevalentemente fisso (per il 90% delle richieste), con un immediato risparmio sul valore delle rate.

Tale positiva evoluzione è poi proseguita anche nei mesi estivi, tanto che secondo quanto afferma Crif, sulla base dell’analisi dei dati delle istruttorie formali presentate sul Sistema di Informazioni Creditizie, le richieste sono cresciute in stabile doppia cifra anche a giugno (13,3%), luglio (30,1%), agosto (33,7%) e settembre (13,0%). Quindi, la battuta d’arresto.

Perché il mercato dei mutui sta rallentando

Ma per quale motivo il mercato dei mutui sta rallentando così vistosamente? Probabilmente, la ragione principale potrebbe essere riconducibile alla crescite preoccupazione delle famiglie italiane per quello che – nel mese di ottobre – era una rapida escalation di crescita dei casi di positività di Covid-19 nel nostro Paese, e alla conseguente riprogrammazione degli impegni di spesa più onerosi, come l’acquisto di una casa – in una data futura.

Lo scenario potrebbe tuttavia cambiare nelle settimane successive alla rilevazione di cui sopra. Ricordiamo infatti che la contrazione delle richieste di mutui era stata certificata per le prime tre settimane di ottobre, ovvero in relazione al periodo di maggiore incremento relativo della curva.

Nel mese di novembre, e in particolar modo nei giorni a noi più vicini, i dati statistici confermano invece l’appiattimento delle principali curve (contagi, ricoveri) e la possibilità di intravedere un coerente cambio di passo. Se così fosse, come già avvenuto in passato, è possibile che il mercato possa trarre maggiore positività, generando nuovo interesse nei confronti delle operazioni immobiliari.

È altresì possibile, comunque, che almeno in parte questa attenuazione nelle richieste di mutui sia figlia del parziale esaurimento del recinto delle surroghe, ovvero che buona quota degli italiani che aveva in mente di sostituire il proprio mutuo, lo abbia semplicemente già fatto, privando così il mercato dei mutui dal traino dei finanziamenti per surroga.