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Vendere una casa acquistata in edilizia convenzionata? Ecco come funziona

15 Dicembre 2022

Le case in edilizia convenzionata sono edifici o singole unità immobiliari costruite grazie ai supporti del Comune e indirizzate a nuclei familiari a basso reddito.

L’obiettivo è quello di soddisfare le esigenze abitative dei meno abbienti offrendo soluzioni economiche ed accessibili.

Ogni amministrazione comunale stabilisce un prezzo massimo per la vendita e la locazione dell’immobile, sempre diverso dal prezzo di mercato.

Dal lato degli acquirenti sono previsti requisiti reddituali, patrimoniali e di residenza:

  • non eccedere i livelli di reddito massimo previsti dalla convenzione;
  • non avere una seconda abitazione;
  • avere la residenza nel Comune dove è situato l’immobile.

La rimozione dei vincoli dell’edilizia convenzionata può avvenire dietro il pagamento di una somma di denaro.

Per vendere un immobile in edilizia convenzionata bisogna in primo luogo accertarsi di rispettare il vincolo della durata perché in genere non è possibile vendere la casa acquistata per almeno 5 anni, salvo i casi in cui il Comune conceda un nullaosta eccezionale.

In secondo luogo, il contratto di vendita deve rientrare nel range di prezzo stabilito dal Comune. Non è possibile vendere la casa in edilizia convenzionata ad un prezzo libero di mercato, salvo i casi in cui l’immobile sia già stato esonerato dal rispetto dei vincoli.

Queste tipologie di immobili hanno il vantaggio di permettere l’acquisto della prima casa a prezzi più bassi rispetto al mercato a soggetti e famiglie a basso reddito. La vendita degli immobili in edilizia convenzionata con il Comune comporta anche una serie di svantaggi e rischi, tra i quali:

  • la possibilità di speculazione da parte dei proprietari,
  • l’impossibilità per il proprietario di vendere o affittare l’immobile prima dei tempi stabiliti dalla convenzione.

L’edilizia convenzionata per i diritti di superficie può durare da un minimo di 60 anni ad un massimo di 99 anni, con la possibilità di rinnovo per lo stesso periodo di tempo della convenzione. Ogni convenzione viene stipulata tra la ditta costruttrice e il comune da un notaio e viene trascritta nei pubblici registri.

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