L’alternanza tra colza e soia consente all’azienda di strutturare una rotazione virtuosa che migliora l’equilibrio agronomico del suolo.
La rotazione colza/ soia in secondo raccolto è una proposta agronomicamente efficiente, economicamente vantaggiosa e perfettamente integrabile con pratiche agricole sostenibili.
- La colza è una coltura da rinnovo estremamente adattabile, con semina autunnale, ed è una valida alternativa nelle rotazioni con la soia la cui semina è primaverile.
- L’alternanza di coltura, quindi, rende il lavoro più equilibrato nell’anno agricolo e consente di sfruttare al meglio i benefici della colza: assicura il contenimento delle problematiche parassitarie, garantisce l’aumento di sostanza organica o il miglioramento delle condizioni fisiche del terreno, riduce la presenza di infestanti e parassiti nel suolo, determinando un miglioramento dei livelli produttivi delle colture in successione.
- La soia in secondo raccolto si adatta bene dopo la colza. Questa pratica permette di ottimizzare l’uso del terreno e di beneficiare di un ciclo di colture efficiente.
- La soia è una leguminosa fissa, si adatta perfettamente a pratiche agronomiche come la semina su sodo o le minime lavorazioni che migliorano la sostenibilità, riducono i costi, massimizzano la redditività su un suolo più equilibrato.
UNA ROTAZIONE IDEALE PER L’AZIENDA AGRICOLA
L’alternanza tra colza e soia consente all’azienda di strutturare una rotazione virtuosa che migliora l’equilibrio agronomico del suolo. La colza, coltura autunno-vernina a ciclo breve, anticipa il rilascio dei terreni permette rispetto alle tradizionali colture primaverili, creando le condizioni ideali per l’introduzione della soia in secondo raccolto e un terreno più arieggiato e drenante.
Inoltre, i residui fibrosi della colza arricchiscono la sostanza organica del suolo, migliorandone la struttura e la fertilità in modo naturale.